GUIDA AL COMPUTER – LEZIONE 92 DI ∞

LA VIRTUALIZZAZIONE Parte 2

Bentornato/a Goodlier.
 
Proseguiamo nel mondo virtualizzato con la creazione di una macchina virtuale.
 
Creare una macchina virtuale
 
magician

Altro possibile impiego della virtualizzazione è la creazione di macchine virtuali.
Anche in questo caso nulla di reale apparentemente.

Si crea un ambiente virtuale nel quale poter lavorare, ma la differenza rispetto alla precedente situazione è che il programma installato non virtualizza (clona) il sistema operativo in uso, ma crea al suo interno l’ambiente virtuale, sovrapponendolo.

Si crea una vera e propria macchina, tipo computer virtuale, con determinate caratteristiche che imposterai.

Immagina di aprire un programma installato. Hai attivo (avviato) il sistema operativo e poi in esso utilizzerai il programma che avrai aperto.

Il sistema operativo è la base di appoggio al programma aperto che lavora appieno nelle sue funzioni, ma all’interno dello stesso.

Nel caso della macchina virtuale, installerai il programma che te ne permetterà la creazione e dopo lo avvierai.

Al primo utilizzo esso necessita delle impostazioni. Questo perché per il suo funzionamento utilizza parte delle risorse hardware del tuo computer. 

Tramite queste impostazioni creerai il tuo computer (macchina) virtuale che utilizzerai come vuoi. In pratica un computer figlio in un computer padre.

Il computer padre cederà parte delle sue capacità (caratteristiche hardware) al figlio che le utilizzerà in base alle necessità dell’utente.

La macchina padre naturalmente potrà risentire della privazione di tali risorse, se le sue caratteristiche non sono molto performanti (velocità processore, quantità di memoria R.A.M., ecc).
 
Cosa potrò farne?

rotolo carta igienica

Cosa fai di norma con un computer? La risposta quindi già la sai.

La nuova macchina all’inizio sarà come un computer vergine appena comprato e quindi privo di ogni software. Di norma potrai installare un sistema operativo totalmente come sai ormai fare e di seguito installare tutti i programmi che vuoi.

Puoi testare nuovi sistemi operativi prima dell’installazione reale oppure creare il tuo ambiente sicuro per la navigazione.

Infatti quello che subirà il sistema operativo della macchina virtuale sarà limitato ad essa senza interferire col sistema operativo installato sul PC padre.

Terminata la sessione di lavoro con la macchina virtuale, potrai chiuderla come esegui normalmente con un classico sistema operativo seguendo le medesime procedure oppure drasticamente col pulsante di chiusura contrassegnato con la “X”.

In quest’ultimo caso anche se è un’azione drastica, non produrrai danni alla macchina virtuale o reale, come invece potrebbe accadere se tu spegnessi dall’interruttore della ciabatta il tuo computer.

Questo perché l’attività di lavoro è basata su un software che simula un hardware ed è come se tu chiudessi un normale programma.
Ad ogni riavvio manterrai le condizioni lasciate dalla precedente sessione, con tutti i programmi ed eventualmente periferiche installate.

Una macchina virtuale in azione l’hai già visionata dalla Lezione N°54 e seguenti e nella videolezione relativa in cui ho trattato e simulato, proprio grazie ad una macchina virtuale, l’installazione del sistema operativo Windows 7 Ultimate.
 
Creare spazi isolati virtuali di sicurezza
 
prison

In questa funzione il programma installato ha lo scopo di creare, all’interno del disco rigido, degli spazi di sicurezza in cui far lavorare i programmi ed ogni loro azione è limitata all’interno di questo “recinto” chiamato in gergo tecnico “sandbox”.
 
Ogni azione che in vari programmi tenterebbero di eseguire in maniera permanente al sistema operativo o dati in esso contenuti verrebbe bloccata, in quanto è limitata alla sola zona virtuale.

Se scarichi o salvi un file nel desktop (virtuale) quando è attivo il programma esso sarà memorizzato nella zona di sicurezza e potrà essere trasferito o cancellato in seguito.
 
L’utilizzo? 

Puoi applicare le funzioni che hai acquisito nella lettura del sistema operativo virtualizzato.

Avviando tali programmi potrai eseguire operazioni in piena sicurezza testando software da installare, periferiche, navigare con interfaccia virtuale, ecc.

Ogni possibile esperienza positiva o negativa nata dall’uso del computer, all’interno della zona di sicurezza, rimarrà sempre entro i suoi limiti.

La chiusura del programma di virtualizzazione farà cessare l’operatività delle azioni svolte al suo interno. Potrai cancellare in qualsiasi momento file e/o programmi che hai installato come test.
 
Creare lettori virtuali

Come ultimo esempio d’uso della virtualizzazione ti evidenzio la creazione di lettori virtuali.
 
Sempre tramite artifici software, potrai ingannare il sistema operativo e simulare la presenza di un numero variabile di lettori virtuali.
 
In pratica aprendo “Esplora Risorse” noterai la presenza di lettori che prima dell’installazione ed avvio del programma non avevi.
 
A cosa servono?

A leggere… Banale vero? Ma è così. Ti ricordi quanto ho parlato di file immagine nella Lezione 78 ed il rispettivo videotutorial?
Ho introdotto proprio un programma che crea lettori virtuali e ne ho accennato all’uso.

Lo richiamo in breve dicendo che in esso puoi aprire dei file immagine senza doverlo masterizzare su un CD o DVD, risparmiando così il disco e utilizzando lo spazio del tuo disco rigido dove è memorizzato il file.

Una funzionalità economica, rapida e versatilissima in quanto puoi impostare un numero di lettori dettato dal limite di impiego del programma stesso.
L’immagine “montata” (inserita/inviata) nel lettore ne permette l’apertura come se avessi inserito un disco ottico nel lettore reale.
 
I contro della virtualizzazione?
 
plus and minus

Come tutte le cose anche la virtualizzazione ha dei contro.
La realtà dei fatti che ho derivato dalla mia esperienza è riferibile solo ad un approccio mentale nell’utilizzo.
 
Tecnicamente infatti apprezzo moltissimo le potenzialità della virtualizzazione, ma all’inizio fintanto che non avevo acquisito una forma mentis adeguata mi ritrovavo spiazzato nei risvolti che produceva.

Una volta che avrai fatto tua la filosofia di lavoro dei vari programmi, prendendoti il tempo necessario a studiarli non genereranno particolari effetti collaterali.
 
Dal mio modo di vedere, l’unico contro è riconducibile alla necessità di acquisire una forma mentis adeguata altrimenti la naturale conseguenza sarà quella di perdere dati anche importanti confidando di averli salvati con sicurezza.
 
I programmi

Software del genere ne troverai molti, alcuni gratuiti ed altri a pagamento ma se non hai troppo da chiedere, come sempre semplifica al massimo nella scelta.
 
Termino questa lezione elencandoti alcuni programmi di virtualizzazione che potrai sperimentare nell’attesa che inizi la loro trattazione durante questo percorso didattico:

E poi non dimenticarti della tecnologia di virtualizzazione in rete…

Hai mai sentito parlare di Cloud?

Ora un forte saluto e Stay Tuned… Till death do us part! Ciao Goodlier.
Carlo 
Foto di:
 
Creare una macchina virtuale – ThaQeLa
http://www.flickr.com/photos/thaqela/6774231998
Cosa potrò farne? – RhiNO NEAL
http://www.flickr.com/photos/rhinoneal/8125044451/
Creare spazi isolati virtuali di sicurezza – Tim Pearce, Los Gatos http://www.flickr.com/photos/timpearcelosgatos/3558607900/
I contro della virtualizzazione? – ntr23
http://www.flickr.com/photos/ntr23/3402085105/in/photostream/

P.S.= Buona formazione e condivisione Goodlier.

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